Come l’orgasmo sostiene i legami; amarsi con l’arrivo di un figlio

I sentimenti ed i legami passano (anche) dagli ormoni.

Gli ormoni sono sostanze messaggere prodotte dall’organismo, il cui compito è modulare il metabolismo e l’attività di tessuti e organi. La presenza di determinati ormoni piuttosto che altri modifica notevolmente lo stato generale bio-psico-spirituale in cui ci si trova.

Durante un abbraccio, una carezza o un rapporto sessuale vengono attivati diversi ormoni. Ad esempio, l’ossitocina è l’ormone che combatte lo stress, che abbassa le tensioni e migliora la qualità del sonno. Abbassa i livelli di cortisolo e conseguentemente migliora le funzioni metaboliche che il cortisolo intacca, come le difese immunitarie e i livelli di glicemia.

Le endorfine sono classificabili come neurotrasmettitori, con proprietà simili a quelle della morfina e dell’oppio che vengono prodotte naturalmente dal corpo. Contribuiscono a ridurre il dolore e provocano senso di benessere ed euforia; esempi magistrali di produzione di endorfine sono l’attività sportiva o un rapporto sessuale.

La dopamina è il precursore della noradrenalina e della adrenalina; agevola le sensazioni di piacere e gratificazione, contribuisce all’equilibrio motorio, favorisce l’attenzione, la memoria, l’apprendimento. Influisce sul tono dell’umore e sulla regolazione del ritmo circadiano dell’organismo.

Questi sono solo alcuni degli ormoni che vengono attivati durante un rapporto sessuale, con i seguenti benefici: diminuire il livello di stress e di aggressività, ridurre il dolore, favorire la rigenerazione fisica, stimolare una qualità di pensiero a frequenze più rilassate e ricettive, agevolare la creazione di legami sociali.

La componente orgasmica in una coppia è parte integrante di una relazione appagante, oltre al dare una risposta chimica ai “legami elettivi”.
Lo scambio di ossitocina fortifica i rapporti e ne migliora la qualità sotto tutti gli aspetti, oltre a quello fisico.

A molte coppie capita di veder diminuire drasticamente il numero di rapporti sessuali; alcune sostengono che non sia più necessario,  per l’età, per una gravidanza o perché neo genitori. A livello biologico questo è controproducente. Includere e eventualmente trascendere l’energia sessuale sono comportamenti diversi dall’ignorarla o dall’accontentarsi. In particolare, sempre più spesso accade che coppie con figli si separino precocemente dopo l’ampliamento del nucleo familiare: spesso succede quando si perde il legame orgasmico e si smette di trovare il tempo e lo spazio per ricostruire o mantenere questo legame. Si smette di fortificare anche quella componente chimica che contribuisce ed agevola la buona riuscita della relazione.

Nel momento della gravidanza e dopo il parto possono accadere due movimenti: la diade madre-bambino può fare in modo che la madre allontani il padre o che il padre si allontani volontariamente sentendosi escluso, non-utile o “meno uomo”. La madre potrebbe sentirsi totalmente realizzata nel legame della diade che le porta un senso di onnipotenza derivato dalla totale dipendenza del piccolo da lei (infatti, anche a livello ormonale la produzione di ossitocina è notevolmente più alta, così che la madre sviluppi l’attaccamento al bambino); il padre potrebbe vivere gli irrisolti del senso di abbandono e rifiuto. Questo accade sopratutto quando nella coppia precedente al figlio i ruoli non sono paritari ma rimarcazioni dei ruoli genitoriali interiorizzati dalla famiglia d’origine. Quando, ad esempio, ci si sostituisce ad una madre o ad un padre invece che creare uno scambio “allo stesso piano”.

Con l’arrivo di un figlio diventa essenziale per l’equilibrio della famiglia che ognuno (ri)scopra il proprio “ruolo sistemico” di adulto responsabile, finito in se stesso, fuori dalla famiglia di origine e pronto a generarne una nuova con un compagno o una compagna di “pari grado”.

A livello primordiale, quando entrambi i genitori si occupano del figlio, questo figlio ha maggior probabilità di sopravvivere: la partecipazione di entrambi è tutto fuorché innaturale.

Se proviamo ad andare oltre i condizionamenti culturali del passato, possiamo recuperare quelli ancestrali, più vicini alle leggi della sopravvivenza. Il ruolo dell’uomo, sia prima che dopo il parto, è importantissimo, sopratutto più per la donna che per il figlio. Una donna che si sente protetta, al sicuro e amata può vivere una gravidanza più serena; in questo modo il padre partecipa in modo attivamente presente nella costruzione del nucleo con ruoli e compiti diversi (seppur complementari) a quelli della madre.

I rapporti sessuali sono caldamente consigliati, oltre che richiamati a livello ormonale, fino al momento del parto (salvo ovviamente complicanze). Lo sperma, ad esempio, contiene prostaglandine naturali che ammorbidiscono la cervice uterina; inoltre, l’ossitocina prodotta nell’organismo femminile favorisce l’inizio del travaglio; nello stesso modo funziona la stimolazione dei capezzoli. Se non ci sono grandi problematiche fisiche con il parto, si può riprendere l’ attività sessuale in breve tempo. Questo aiuta a recuperare o mantenere la coppia attiva nonostante l’arrivo del figlio, per il beneficio di tutti, figlio compreso.

Il fattore ormonale di attaccamento è comunque istintivo e dura, in genere, fino ai tre anni. Durante il primo anno, il compito dell’uomo è prendersi cura della mamma, come durante la gravidanza, così che lei possa prendersi cura del bambino in sicurezza. Dopo il primo anno, la mamma accompagna il figlio al padre agevolando la relazione tra loro. Da quel momento troveranno, padre e figlio, il loro modo unico e particolare di entrare in relazione diretta. È importante che la mamma favorisca questo movimento il più possibile, iniziando a staccarsi dal bambino, e che il padre, ovviamente, si faccia trovare come adulto pronto ad accoglierlo.

Bisogna lavorare sulle proprie ferite e sentirsi una squadra: complici, uniti, pronti a questa sfida, agli anni intensi e bellissimi della crescita del bambino, che sanno essere molto complessi per la coppia.

L’arrivo di un figlio attiva e fa emergere tutto ciò che nella coppia e nel sistema famiglia di ogni componente viaggiava in latenza, portando in sé un grandissimo potenziale di guarigione e armonia per tutti.

Fare l’amore, coccolarsi, abbracciarsi hanno un impatto a livello biologico e di conseguenza emotivo: favoriscono le condizioni ideali affinché questa meravigliosa avventura possa essere affrontata con l’amore e la comprensione che servono.

Maria Rosa Iacco, counselor olistica ad indirizzo sistemico

Ilaria Marelli, psichiatra psicoterapeuta  

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