Il Counseling

Quante volte ci siamo ritrovati a non avere il coraggio di cambiare lavoro? Oppure di mettere fine ad una relazione che ci sta facendo soffrire? Perché in alcuni periodi della vita prendere una scelta è così difficile da mandarci in crisi e paralizzare la nostra serenità? Non sempre le risposte a queste domande sono a portata di mano. Proprio a questo serve il counseling: ad afferrarle.

Secondo l’OMS il counseling «è un processo che, attraverso il dialogo e l’interazione, aiuta le persone a risolvere e gestire problemi e a prendere decisioni; esso coinvolge un cliente e un counselor: il primo è un soggetto che sente il bisogno di essere aiutato, il secondo è una persona esperta, imparziale, non legata al cliente, addestrata all’ascolto, al supporto e alla guida».

Lo scopo del counselor è sostenere il cliente nella ricerca delle proprie risorse, per far fronte ad una difficoltà o situazione dolorosa definita che il cliente sente di non riuscire a superare. Offre un punto di vista imparziale rispetto al vissuto della persona e questa può esprimersi senza essere imbrigliata da pensieri e traumi legati al passato: può aiutare a portare a galla emozioni tenute nascoste per vergogna, circostanza o auto-imposizione. Liberandosi delle sensazioni negative, il cliente analizza più chiaramente l’ostacolo che fronteggia.

“Il counselor ha il compito di favorire lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare eventuali problemi che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno […] e il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso”.
(Rollo May)

La BACP (British Association for Counselling and Psychotherapy) pone l’accento sul metodo: “Il counselor può indicare le opzioni di cui il cliente dispone e aiutarlo a seguire quella che sceglierà. Il counselor può aiutare il cliente a esaminare dettagliatamente le situazioni o i comportamenti che si sono rivelati problematici e trovare un punto piccolo ma cruciale da cui sia possibile originare qualche cambiamento. Qualunque approccio usi il counselor […] lo scopo fondamentale è l’autonomia del cliente: che possa fare le sue scelte, prendere le sue decisioni e porle in essere”. 

In quanto professionista, il counselor si adatta alle necessità del cliente e può utilizzare diversi metodi per dialogare e per essere incisivo nelle sue osservazioni. Questo permetterà, come primo passo, di andare alla radice del problema e, come secondo passo, di costruire degli strumenti cognitivi e/o comportamentali per eradicarlo. Il couselor non esprime giudizi o fornisce consigli inerenti alle scelte che l’individuo si trova a compiere, bensì lo sostiene attraverso l’ascolto empatico e il giusto distacco, nel suo percorso di riscoperta delle proprie potenzialità e dei propri talenti utili per superare l’ostacolo. 

Analogamente AssoCounseling in Italia riassume l’attività di counseling come “[…] un intervento informativo, esplicativo e di supporto finalizzato non tanto a trovare soluzioni, ma a far sì che il cliente mobiliti le proprie risorse per convivere meno dolorosamente con la propria situazione di vita reale nel quotidiano”. 

In fondo, si fanno le domande solo quando si posseggono già le risposte; il vero lavoro è ammettere che le conoscevamo già.

Alessandra Carreri
medico chirurgo specializzato in MTC e Shiatsu 

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